Axitea » Approfondimenti » Videosorveglianza aziendale: come orientarsi tra norme e autorizzazioni

Approfondimenti

Videosorveglianza aziendale: come orientarsi tra norme e autorizzazioni

Vuoi rimanere aggiornato con le ultime notizie? Iscriviti alla nostra newsletter

Autore

Redazione Axitea

La videosorveglianza aziendale è una misura di sicurezza che può essere utilizzata dalle aziende per proteggere beni e persone. Tuttavia, l’installazione di un sistema di videosorveglianza nei luoghi di lavoro è soggetta a una serie di regole e autorizzazioni.

Questo aspetto è particolarmente critico soprattutto in un contesto in cui, tra l’altro, ormai praticamente ogni produttore di sistemi di videocontrollo offre anche app per visualizzare da smartphone cosa riprendono le telecamere in un determinato momento.

Videosorveglianza aziendale: requisiti e condizioni

Potranno essere installati ed utilizzati esclusivamente impianti di videosorveglianza aziendale per:

  • tutela del patrimonio aziendale;
  • esigenze organizzative e produttive;
  • sicurezza sul lavoro.

Videosorveglianza aziendale a tutela del patrimonio

Quando si parla di videosorveglianza aziendale a tutela del patrimonio il collegamento va subito alla protezione dei beni di un’azienda, tipicamente ciò avviene – per la maggior parte dei casi – in orario notturno, quando uno stabile o un’area non è frequentata da lavoratori.

Verrebbe da pensare che in assenza di lavoratori durante gli orari di videosorveglianza non siano necessarie autorizzazioni, tuttavia – in ogni caso – è sempre da verificare il rispetto delle norme previste dallo Statuto dei lavoratori (Legge 300/1970) e del Decreto legislativo in materia di protezione dei dati personali (D.lgs.101/2018).

L’autorizzazione è fondamentale perché tale attività non deve mai – neanche potenzialmente –configurarsi come controllo a distanza dei lavoratori.

Videosorveglianza sul lavoro

Escludendo in ogni caso il controllo dei lavoratori, per gli altri obiettivi consentiti dalla legge, in termini di autorizzazioni, deve esserci un preventivo:

  • accordo sindacale che autorizzi all’installazione di impianti audiovisivi oppure
  • un’autorizzazione da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro territorialmente competente, qualora non vi sia rappresentanza sindacale o un accordo con la rappresentanza sindacale.

Sanzioni in caso di violazione e attività degli ispettori

Per ricadere in un’effettiva violazione non è necessario che sia attivo un sistema di videosorveglianza, viene violata la norma anche per il solo fatto di aver installato le apparecchiature senza averle successivamente attivate. Il rischio sanzionatorio sussiste anche a telecamere spente, quindi.

Infatti, secondo il Ministero del lavoro, “La condotta criminosa è rappresentata dalla mera installazione non autorizzata dell’impianto, a prescindere dal suo effettivo utilizzo”
In caso di violazione al disposto legislativo, viene prevista una sanzione penale (ammenda) che va da € 154,00 a € 1.549,00 ovvero l’arresto da 15 giorni ad un anno (art. 38 della legge n. 300/1970), salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Una volta accertata la violazione della norma da parte degli Ispettori (installazione non autorizzata) gli stessi impartiscono una prescrizione, ai sensi dell’art. 20 del d. lgs. 758/1194, con la quale si dispone l’immediata cessazione della condotta illecita e la rimozione materiale degli impianti audiovisivi al fine di rimediare all’irregolarità accertata.

A tale scopo nel verbale ispettivo viene fissato un termine entro il quale provvedere alla regolarizzazione.

Regolarizzazione mediante accordo successivo

Qualora nell’intervallo di tempo concesso dagli Ispettori per la rimozione degli apparecchi sia siglato l’accordo con le organizzazioni sindacali o sia rilasciata l’autorizzazione dalla Direzione Territoriale del Lavoro, venendo meno i presupposti dell’illecito, il contravventore potrà essere ammesso a pagare in sede amministrativa, nel termine di 30 giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa pari ad € 387,25.

Modifiche a un impianto di videosorveglianza esistente

Modifiche all’impianto originale vanno per legge comunicate all’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL), altrimenti il rischio è quello di incorrere in sanzioni amministrative e penali.

La documentazione va aggiornata, ad esempio, in questi casi:

  • Aggiunta o rimozione di telecamere;
  • Spostamento telecamere;
  • Modifica all’area inquadrata;
  • Variazioni nei tempi di conservazione delle videoregistrazioni;
  • Cambio ragione sociale dell’azienda.

Diverso è il discorso qualora si dovesse sostituire semplicemente il DVR o una telecamera (senza variarne la collocazione).

Orientarsi nella giungla normativa

Per un’azienda è davvero difficile districarsi tra norme e autorizzazioni. Axitea, in qualità di Global Security Provider, può supportare le imprese per:

  • Consulenza e affiancamento per verifica conformità degli impianti TVCC;
  • Progettazione e realizzazione di impianti di videosorveglianza;
  • Servizi di videoallarme e videosorveglianza che sfruttano algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato su Axitea e sul mondo della sicurezza!

Scroll to Top
Torna su