NIS2 e Consiglio di Amministrazione: le nuove FAQ ACN chiariscono quali documenti devono essere approvati dal CdA
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Redazione Axitea
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una novità normativa destinata a incidere concretamente sulla gestione delle flotte aziendali: l’obbligo di cronotachigrafo digitale per i veicoli oltre 2,5 tonnellate.
Questo abbassamento da 3,5 a 2,5 tonnellate è portatore di un cambiamento che, nonostante sia ancora percepito come limitato al settore dell’autotrasporto, riguarda anche aziende che non operano nella logistica. Di fatto, non più solo i camion, ma anche diversi furgoni che possono raggiungere facilmente questa massa complessiva.
Per questo motivo è fondamentale chiarire cosa prevede la normativa, a chi si applica e quali sono le implicazioni operative.
L’obbligo si inserisce nel quadro del Pacchetto Mobilità dell’Unione Europea ed è disciplinato dal Regolamento (UE) 2020/1054, che modifica:
In base a queste disposizioni, dal 1° luglio 2026, i veicoli con massa superiore a 2,5 tonnellate utilizzati per trasporto internazionale di merci devono essere equipaggiati con tachigrafo intelligente di seconda generazione (G2V2).
A livello nazionale, la Circolare MIT del 16 aprile 2026 ha fornito chiarimenti operativi, confermando l’ambito di applicazione della norma.
L’obbligo NON dipende solo dal peso del mezzo, ma da una combinazione di fattori.
Il cronotachigrafo è obbligatorio quando:
Anche un singolo viaggio oltre confine è sufficiente per rientrare nel perimetro normativo, rendendo fondamentale una corretta gestione e scarico dei dati tachigrafici.
Al momento, non rientrano nell’obbligo:
Il principio introdotto dalla normativa è chiaro: non conta il settore di appartenenza, ma l’utilizzo del veicolo.
Di conseguenza, possono essere coinvolte anche aziende che normalmente non si identificano come operatori logistici, ad esempio:
In questi casi, il rischio è non essere consapevoli di rientrare nell’obbligo e non organizzarsi per tempo nella gestione dei dati tachigrafici.
L’introduzione del cronotachigrafo comporta un cambiamento strutturale nella gestione dei mezzi.
Le principali conseguenze:
Il veicolo leggero entra quindi in un regime normativo assimilabile a quello dei mezzi pesanti.
L’obbligo di cronotachigrafo per i veicoli oltre 2,5 tonnellate non è una semplice evoluzione tecnica, ma un intervento normativo che amplia significativamente il numero di aziende coinvolte.
Per questo motivo, la verifica preventiva delle modalità di utilizzo dei mezzi rappresenta il primo passo per evitare criticità operative e garantire la conformità.
Adeguarsi alla normativa sul cronotachigrafo non significa solo installare il dispositivo, ma gestire correttamente i dati registrati e le relative scadenze. Per approfondire le soluzioni disponibili per automatizzare il processo, è possibile consultare la soluzione dedicata allo scarico dati tachigrafo digitale.
No.
È obbligatorio solo per veicoli con massa superiore a 2,5 tonnellate utilizzati per trasporto internazionale di merci o cabotaggio. Non si applica automaticamente a tutti i mezzi di questa categoria.
Dal 1° luglio 2026.
L’obbligo deriva dalle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) 2020/1054 al quadro normativo europeo.
No.
Se il veicolo opera esclusivamente in ambito nazionale, l’obbligo non si applica.
Sì.
Anche un solo trasporto internazionale con un veicolo sopra 2,5 tonnellate utilizzato per attività commerciale è sufficiente per rientrare nella normativa.
In alcuni casi sì.
Se un’azienda utilizza veicoli oltre 2,5 tonnellate per attività di trasporto merci oltre confine, può essere soggetta all’obbligo, anche se non appartiene al settore dei trasporti.
È obbligatorio il tachigrafo intelligente di seconda generazione (Smart Tachograph V2), in grado di registrare:
Con l’obbligo del tachigrafo:
I principali sono:
Il mancato adeguamento può comportare:
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