Intrusione sventata in 2 minuti: il ruolo decisivo di videosorveglianza AI e audio deterrenza
Quando si parla di sicurezza aziendale, il momento più critico non è quando l’intervento arriva sul posto,…
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Redazione Axitea
Quando si parla di sicurezza aziendale, il momento più critico non è quando l’intervento arriva sul posto, ma ciò che accade nei minuti precedenti.
È lì che si decide se un’intrusione verrà subita o interrotta.
Questo caso reale, che ha visto protagonista un’azienda del pavese produttrice di cavi per telecomunicazioni, mostra cosa succede quando tecnologie evolute e gestione operativa lavorano in modo integrato: un tentativo di intrusione rilevato, verificato e sventato in pochi minuti.
02:19 – È piena notte quando “AI Video Solution”, la soluzione di videosorveglianza con intelligenza artificiale di Axitea, rileva e segnala una potenziale intrusione presso il sito di una PMI manifatturiera.
Non un allarme qualsiasi, ma un allarme qualificato generato dalla videosorveglianza con intelligenza artificiale, cioè corredato da immagini che mostrano ciò che ha scatenato l’evento.
02:19 – L’allarme qualificato arriva al Security Operation Center Axitea. Un operatore visualizza immediatamente lo snapshot e il “bounding box” (il “rettangolo digitale” generato automaticamente dall’AI attorno a un oggetto o una persona rilevata) aiuta ulteriormente perché suggerisce il punto in cui guardare, cioè cosa ha fatto scattare l’allarme.
Non è più necessario andare avanti e indietro in un filmato, perdendo tempo prezioso: tutto a portata di mano e una decisione che si può prendere istantaneamente.
L’operatore verifica in tempo reale: non è un falso allarme, sono presenti diversi intrusi all’interno del perimetro fuori dallo stabilimento e dagli uffici. Da questo momento iniziano 120 secondi decisivi.

02:20 – Parte immediatamente la gestione dell’evento: viene attivata la risposta attiva da remoto.
Dal sito parte un messaggio audio live mirato: “Area sotto controllo. Siete stati individuati! Allontanatevi immediatamente”. Non è una sirena automatica, non è un messaggio preregistrato, ma un intervento diretto, deciso dall’operatore sulla base delle immagini. Il risultato? Gli intrusi abbandonano l’area, il furto è sventato.
02:21 – Nel frattempo, il SOC prosegue con la gestione dell’evento:
02:48 – Dalle prime verifiche effettuate da pattuglie Axitea e forze dell’ordine emergono:
Ma nessun intruso. Il motivo è semplice, l’evento è stato fermato prima che evolvesse.
Il referente del cliente, informato della situazione, ha richiesto che venissero effettuati giri ispettivi temporanei fino al mattino, comunicando inoltre che farà intervenire i propri tecnici per il ripristino dell’impianto appena possibile.
03:30 – La pattuglia Axitea intervenuta per sventare il furto abbandona il sito, l’evento è chiuso con esito positivo.
In molti sistemi di sicurezza accade questo: l’allarme scatta, ma essendo un allarme “cieco” e non qualificato è necessaria la verifica cercando di contattare il recapito urgente che confermerà che nessuno è presente sul sito protetto, motivo per cui solo successivamente verrà inviata una pattuglia, che andrà a verificare se si tratta o meno di un vero allarme.
Si rischia quindi di agire sul posto quando in realtà il danno è già fatto e il furto è avvenuto.
Diversamente da un allarme qualificato, in caso di allarme cieco NON è possibile allertare le forze prima della verifica della pattuglia, perché richiedere un intervento a seguito di falso allarme o allarme improprio comporta il rischio di procurato allarme.
La norma di riferimento del procurato allarme è l’art. 658 del Codice Penale. Naturalmente l’obiettivo di questa norma è principalmente quello di prevenire altri tipi di comportamenti, cioè chi con dolo annuncia disastri, infortuni o pericoli inesistenti provocando l’intervento delle autorità.
Si vuole evitare che le risorse pubbliche vengano distolte inutilmente da emergenze reali.
Tuttavia, in caso di allarme intrusione, il falso allarme reiterato comporta comunque il rischio di procurato allarme: la situazione cambia infatti se il fenomeno si ripete e diventa sistematico poiché chi segnala l’allarme non adotta soluzioni per correggere questa problematica.
Non è quindi solo un tema di minor efficacia nello sventare un furto.
Grazie alla videosorveglianza con intelligenza artificiale e agli interventi dissuasivi da remoto (come audio response ma anche ad esempio l’attivazione di un nebbiogeno), la risposta parte in pochi secondi.
L’intervento audio:
Il risultato nella stragrande maggior parte dei casi è l’interruzione immediata dell’intrusione.
La combinazione di:
consente di trasformare la sicurezza da reattiva a proattiva.
Questo caso reale mostra come in 2’ il tentativo di intrusione sia stato soppresso sul nascere. È in questo intervallo — pochi minuti, ma decisivi — che oggi si gioca l’efficacia della sicurezza aziendale.
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