Axitea » Approfondimenti » Smart Working: 4 consigli essenziali per gli imprenditori

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Redazione Axitea

Nei mesi scorsi sono state rapidamente adottate una serie di metodologie di “lavoro a distanza” in risposta all’emergenza COVID-19: successivamente le aziende hanno iniziato a pianificare lo smart working in maniera maggiormente organica.

Rischi e responsabilità dello smart working

Ancora oggi il lavoro a distanza espone le aziende a un maggior rischio informatico, per lo più a causa dell’utilizzo di device personali come strumenti di lavoro e alla debolezza delle password utilizzate per questi dispositivi.

E’ recente il caso di un attacco hacker avvenuto ad un’azienda friulana che produce rulli di acciaio e carburo di tungsteno. L’attacco è stato condotto attraverso il computer di un dipendente dell’azienda che stava lavorando in smart working.

E’ evidente che in tale contesto i dipendenti hanno un ruolo strategico da svolgere, ma è altresì importante che le aziende implementino una serie di procedure essenziali per mettere in sicurezza i dipendenti che lavorano da remoto.

Contestualmente, è necessario che gli imprenditori rivalutino e rafforzino il livello di sicurezza informatica della propria azienda, perché lo smart working può essere sicuro se vi è consapevolezza, organizzazione e governance.

Smart Working: raccomandazioni per imprenditori e dirigenti

Ecco 4 consigli per gli imprenditori, che consentiranno di attuare lo smart working in tutta sicurezza:

  1. PROCEDURE E POLICY ORGANIZZATIVE

    Rivedere e aggiornare (con costanza!) le policy e le procedure organizzative relative ai rischi di sicurezza informatica generati dalla modalità di lavoro da remoto. Allo stesso tempo è fondamentale comunicare a tutti gli interessati i requisiti di sicurezza necessari.

  2. REQUISITI PER LA FORMAZIONE IN AMBITO CYBERSECURITY

    Trasmettere consapevolezza nelle scelte relative alla sicurezza che lo smart worker compie lavorando da remoto, evitando di mettere a rischio sistemi e dati aziendali.
    Ne consegue la necessità di organizzare momenti di formazione per migliorare la cultura e la consapevolezza della sicurezza informatica dei dipendenti e fornire tempestivamente notizie aggiornate sulle attuali tendenze e minacce cyber.

  3. IL MOVIMENTO PIANIFICATO DELLE RISORSE

    Sviluppare e implementare politiche di gestione a livello aziendale che contrastino le minacce e le vulnerabilità derivate dall’estensione del perimetro di lavoro. Queste politiche dovrebbero includere i requisiti minimi di sicurezza nella configurazione e l’aggiornamento dei dispositivi aziendali, personali e delle reti domestiche.
    È inoltre importante determinare i rischi di sicurezza informatica associati allo spostamento degli asset oltre il perimetro tradizionale e delle attività che non sono governate dell’organizzazione (ad es. stampanti, account di posta elettronica personali, utilizzo di dispositivi personali) per assicurare una capacità di risposta immediata in caso di incidenti di sicurezza.

  4. CULTURA IBRIDA

    Creare una cultura cyber di sicurezza che includa gli smart worker, i dipendenti in sede e chi si alterna tra lavoro in ufficio e da remoto.
    Garantire che le policy tengano conto delle abitudini del lavoratore, oltre ad offrire informazioni per comprendere i fondamenti della cyber security (ad es. phishing, aggiornamenti software, password/autenticazione, utilizzo USB).

Nel prossimo articolo scopriremo quali sono i consigli che abbiamo riservato agli smart worker!

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