Incidenti di sicurezza: le tempistiche di notifica nelle normative europee (e perché oggi le aziende faticano a rispettarle)
Negli ultimi anni il quadro normativo europeo in materia di cybersecurity e protezione dei dati sta evolvendo…
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Redazione Axitea
Nel panorama attuale delle minacce informatiche, la cybersecurity per il top management è diventata una priorità strategica. Si parla spesso di cyber security awareness dei dipendenti, omettendo la centralità della formazione del “C-Level” di un’azienda, ossia del Top Management.
Gli attacchi cyber non colpiscono infatti solo le infrastrutture IT, ma mettono in crisi l’intera governance aziendale: operazioni, reputazione, relazioni con stakeholder e compliance normativa.
Le conseguenze di un attacco informatico, di una fuga di dati o anche di una mancata gestione delle vulnerabilità portano a una diminuzione del valore di un’azienda. Basti pensare ad esempio a una fase di due diligence propedeutica alla vendita di un’impresa, in cui emerge che i processi aziendali e i dati aziendali non sono adeguatamente protetti da un punto di vista cyber.
La normativa NIS2, l’articolo 23 del D.Lgs. 138/2024 (“Organi di amministrazione e direttivi”) che recepisce tale norma e le Determinazioni dell’ACN indicano con precisione la responsabilità degli organi di amministrazione e direttivi, nello specifico:
La sicurezza informatica aziendale non può essere delegabile e, diventa un dovere giuridico personale degli Amministratori e dirigenti apicali.
Il requisito GV.RR-02 impone ai vertici un ruolo consapevole e attivo in merito a:
In questo contesto di responsabilità dei vertici aziendali sancita e “scolpita nella pietra”, tutto parte da chi prende le decisioni: se la Governance aziendale non ha posto in essere una strategia di sicurezza informatica e se sono preparati ad affrontare un attacco cyber, l’organizzazione rischia di trovarsi paralizzata proprio nel momento in cui servono lucidità, rapidità e leadership.
La Cyber Security quindi non deve essere una materia delegata ai “tecnici IT” o agli esperti aziendali ma la strategia di difesa e di risposta deve essere condivisa da tutto il board aziendale.
È necessario che le aziende prendano consapevolezza che la sicurezza informatica passi da essere trattata come un progetto che ha un inizio ed una fine (es. Installo gli antivirus su tutti i PC) ad un processo sempre attivo, che abbia specifiche procedure, responsabilità e che sia costantemente monitorato e aggiornato.
Non si tratta ovviamente di semplice consapevolezza di che tipo di allegato non aprire o di riconoscere un mittente malevolo, ma di avere cultura e consapevolezza della sicurezza, del quadro normativo, oltre che delle proprie responsabilità.
Ciò vuol dire avere gli strumenti per comprendere la necessità di definire:
Un tipico corso di cyber security per C-Level e dei vertici aziendali dovrebbe prevedere:
Senza una formazione mirata in ambito cybersecurity, i dirigenti rischiano di non agire o di agire con incertezza, aumentando i danni e i tempi di risposta, esponendo sé stessi e l’azienda a sanzioni e ricadute economiche & reputazionali.
Axitea offre un programma strutturato di formazione e simulazioni per dirigenti, progettato per rispondere alle esigenze specifiche di ogni azienda, per un Top Management più consapevole, preparato e resiliente.
In uno scenario digitale dove ogni secondo conta, la differenza tra crisi gestita e disastro irreversibile si gioca al vertice.
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