Badge aziendale sullo smartphone: il controllo accessi entra nel Wallet
Carte di pagamento, biglietti e carte d’imbarco sono già entrati nello smartphone. Oggi lo stesso passaggio interessa…
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Redazione Axitea
Carte di pagamento, biglietti e carte d’imbarco sono già entrati nello smartphone. Oggi lo stesso passaggio interessa anche il controllo accessi: il badge fisico può essere sostituito da una credenziale digitale memorizzata nel Wallet dello smartphone, utilizzabile per accedere a uffici, stabilimenti e altre aree autorizzate.
Per l’utente cambia un gesto: invece di cercare e avvicinare una tessera al lettore, utilizza lo smartphone o, dove previsto, un dispositivo wearable compatibile come ad esempio uno smartwatch.
Per l’azienda il cambiamento è più profondo: significa collegare in modo più stretto identità, dispositivo e autorizzazioni di accesso.
Con il Mobile Access, la credenziale aziendale diventa digitale e comunica attraverso tecnologie contactless compatibili con il sistema di controllo accessi.
Una delle modalità più interessanti consiste nell’inserirla direttamente nel Wallet dello smartphone, senza richiedere l’utilizzo di un’app dedicata.
Il vantaggio è anche nella familiarità dell’esperienza. Il Wallet è un ambiente utilizzato per carte di pagamento, biglietti e altri titoli digitali. La credenziale aziendale entra quindi in una modalità di interazione che molti utenti già conoscono. In alcune configurazioni è inoltre possibile presentare la credenziale al lettore senza aprire un’app o sbloccare manualmente il dispositivo.
La digitalizzazione introduce una differenza importante anche sul piano della sicurezza.
Un badge fisico è separato dalla persona alla quale è assegnato. Può essere dimenticato sulla scrivania, perso, sottratto o consegnato a qualcun altro. Chi ne entra in possesso può potenzialmente tentare di utilizzarlo fino alla sua disabilitazione.
Con una credenziale digitale il modello cambia: il badge virtuale viene associato a un dispositivo personale, che dispone a sua volta di propri meccanismi di protezione, come codice di sblocco e, quando configurati e richiesti, autenticazione biometrica.
Alcune configurazioni consentono un accesso anche senza dover sbloccare manualmente lo smartphone a ogni passaggio, ma l’opzione non è consigliata per motivi di sicurezza.
Il vantaggio consiste nel passare da un supporto fisico facilmente separabile dal titolare a una credenziale maggiormente legata al dispositivo e al suo ecosistema di sicurezza, mantenendo la possibilità di gestirla e revocarla centralmente.
È probabilmente una delle prime obiezioni alla sostituzione del badge: cosa succede se la batteria del telefono si esaurisce?
In determinate configurazioni e soluzioni sono disponibili funzionalità di riserva energetica che possono consentire alla credenziale digitale di continuare a funzionare anche dopo l’esaurimento della normale carica dello smartphone.
Il cambiamento riguarda anche chi amministra quotidianamente gli accessi.
Un badge fisico deve essere prodotto, consegnato e sostituito se viene perso o danneggiato (spedito nel caso di aziende con più sedi). La credenziale digitale consente invece di portare assegnazione, attivazione e revoca all’interno di un processo centralizzato, contribuendo a semplificare anche onboarding e offboarding.
La porta d’ingresso può essere soltanto il primo punto di utilizzo.
In funzione dell’infrastruttura e delle integrazioni adottate, la stessa credenziale digitale può essere utilizzata anche per tornelli, ascensori, parcheggi, rilevazione presenze, locker, stampa protetta e altri servizi del workplace.
Lo smartphone può quindi accompagnare la persona nei diversi punti del suo percorso all’interno dell’organizzazione, attraverso una credenziale associata alla stessa identità e alle relative autorizzazioni.
Lo stesso approccio può semplificare anche la gestione degli accessi di visitatori, consulenti e collaboratori esterni. Prima dell’arrivo, l’ospite può ricevere un link attraverso cui completare le informazioni richieste e ottenere direttamente sul proprio Wallet una credenziale digitale temporanea, valida esclusivamente per il periodo e per le aree autorizzate.
Al termine della validità, la credenziale non consente più l’accesso. Il processo può così essere maggiormente automatizzato, riducendo le attività operative legate alla preparazione e alla consegna dei badge temporanei e consentendo alle persone dedicate all’accoglienza di concentrarsi sulle attività a maggiore valore. Per il visitatore significa inoltre poter arrivare in sede con la propria credenziale già disponibile sullo smartphone, rendendo l’accesso più semplice e fluido.
Sostituire il badge con lo smartphone non significa necessariamente sostituire l’intero impianto. Significa però verificarne la compatibilità.
L’intera catena deve poter supportare il nuovo modello:
gestione dell’identità → credenziale digitale → smartphone e Wallet → lettore → sistema di controllo accessi
I lettori esistenti possono essere già compatibili, richiedere aggiornamenti o configurazioni oppure, nei sistemi meno recenti, dover essere sostituiti.
Per questo il punto di partenza è un assessment dell’infrastruttura di controllo accessi, verificando lettori, controller, software, gestione delle identità e procedure di assegnazione e revoca delle credenziali.
Il vero valore non è quindi avere il badge dentro lo smartphone. È trasformare una tessera fisica in una credenziale digitale integrata con l’identità e con l’ecosistema di sicurezza aziendale.
Questa evoluzione parte dall’analisi delle esigenze dell’organizzazione e dell’infrastruttura esistente, per progettare un sistema di controllo accessi in cui tecnologie, gestione delle identità e sicurezza possano integrarsi in modo coerente.
Il badge aziendale non cambia semplicemente supporto: diventa parte di un modello di controllo accessi più digitale, semplice da utilizzare, gestibile centralmente e maggiormente legato all’identità dell’utente.
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